POLITICA. Sull’orlo del tempo, DWF (36) 1997, 4

Editoriale

Il numero ritorna sulle questioni sollevate nel precedente Politica. L’amante incompresa (DWF 34-35) a partire dagli articoli e dalla discussione che hanno suscitato. Ogni redattrice si confronta direttamente con quei temi, con differenti priorità, ma tutte testimoniano di “un senso di vertigine che coglie quando si avverte di essere sull’orlo. In questo caso del tempo”.

Indice

AL GIRO DI BOA
L'autrice prende in esame alcune questioni dell'attuale momento storico e la loro rilevanza per la formazione dell'identità. Il declino del periodo industriale, dell'importanza della politica e la predominanza del mercato e della finanza, l'indebolirsi dell'ordine patriarcale, sono tutti segni del passaggio a una nuova epoca. Questa transizione tocca ruoli e identità come anche la creazione del senso di sé. Quando il virtuale si sostituisce alla realtà, e la performance a un effettivo impegno relazionale, la categoria della differenza sessuale rimane feconda per creare un futuro ordine simbolico?
DONNE SENZA PRECEDENTI
La figura "donne senza precedenti" si offre come chiave di lettura delle potenzialità e dei limiti delle relazioni tra donne oggi. Il testo prende in considerazione numerosi temi: il posto delle donne nella genealogia femminile, la ricerca di un linguaggio per dire relazioni inedite, la difficoltà di pensare il presente. La stessa figura si presta a leggere il "silenzio" di tante donne rispetto alla narrazione delle loro vite.
SE UN POMERIGGIO D'INVERNO A SALISBURGO
L'autrice risponde alle domande poste nell'editoriale del numero precedente di DWF e racconta del suo incontro con il femminismo da studentessa universitaria, e come questo incontro abbia cambiato in modo radicale il suo modo di rapportarsi alle donne delle generazioni precedenti e al mondo intorno a sé. Di fronte al sentimento di estraneità rispetto alle opzioni politiche, le relazioni con altre donne le hanno dato un senso di sé che le ha permesso di accedere in modo "intero" agli spazi pubblici (il luogo di lavoro, ad esempio: alle scuole superiori e all'università), avendo come punto di riferimento una comunità simbolica di donne, oggi persa.
GIOCARE DI SCARTO
L'autrice utilizza l'idea di "irriducibilità" per individuare un modo di scartare le consuete mediazioni politiche. Altrimenti, nell'attuale fase politica italiana, "un buon governo basato sulla neutralità dell'utente-cittadino contiene il rischio che i rapporti simbolici tra uomini e donne non vengano messi in discussione".
OGNI VOLTA COME FOSSE LA PRIMA VOLTA
Secondo l'autrice, la pratica politica di significare le relazioni tra donne non è pienamente efficace in assenza di luoghi pubblici dove queste relazioni possano essere lette e interpretate nei loro "problemi e esiti, inclusi in particolare gli scacchi". Sono necessarie occasioni per elaborare e mettere in parola "quell'inedito che ogni volta si produce quando donne incontrano altre donne perché inseguono il piacere di dare alla propria vita un senso che non sia funzionale a desideri altrui".
UN PASSO OBBLIGATO
Passioni e sogni sono scomparsi dalla scena politica? La passione come coinvolgimento personale, come messa in gioco nella e per la trasformazione del mondo; sogni non come fantasie consolatorie ma come capacità di vedere oltre e pensare differentemente, senza accettare "la realtà". Appassionata da anni alla politica, l'autrice ammette di provare oggi confusione e scoraggiamento, di provare la necessità di riscoprire (o ridefinire) il significato della politica in modo da poter credere ancora in un possibile cambiamento e nella possibilità di agire di conseguenza, senza sperimentare uno iato tra il proprio quotidiano e i grandi, e spesso tragici, eventi del presente.
L'OVVIO E L'OTTUSA
Che ne è della politica in ciò che fate? Se una donna "che viene da lontano" chiede e la risposta manca, potrebbero esserci buone ragioni e qualche idea da cui ripartire. Interrogare, ad esempio, il modo in cui la storia attraversa la vita di ognuna.
LA SCRITTURA FEMMINILE. Un fantasma ricorrente
L'autrice si interroga sui motivi e sui modi per cui dovrebbe darsi la questione dell'esistenza di una scrittura femminile; che esista è un'evidenza che le viene dalla sua esperienza di opere d'arte di uomini e donne. "Queste due arti fanno parte di due diversi regimi di significato, non di un neutro preteso universale; regimi di significato in cui interviene come significante la sessuazione, la sessuazione (casuale ma necessaria) del corpo umano; arti che non sono necessariamente né simmetriche né asimmetriche ma, semplicemente, differenti". Ma dato che questo problema richiede una discussione filosofica, e non semplicemente l'evidenza che viene dall'esperienza, l'autrice la esamina da un punto di vista storico, sostenendo che "è dunque la cultura occidentale moderna e contemporanea che ha fatto della "scrittura femminile" un problema, un problema che da cinque secoli non si lascia archiviare".
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"NOI": CHE SIGNIFICA? L'atto della decostruzione nel femminismo: significati del postmodernismo e della decostruzione nel contesto femminista della Germania dell'Est
FEMMINISMO POSTMODERNO E AZIONE POLITICA

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