IN VENTO, DWF (57) 2003, 1

Editoriale

Una presentazione dei nove articoli raccolti in questo numero, ciascuno una riflessione e/o una narrazione collegata ad una singola parola. Infatti, il numero – focalizzato sulla sfaccettata idea di “movimento”: energia, trasformazione, spostamento, immaginazione – ha preso la sua forma attuale attraverso la scherzosa identificazione di queste nove parole, associate a quel concetto centrale dalle redattrici.

(pb)

Indice

MATERIA

AMORE
Scrivendo sotto uno pseudonimo, l'autrice - lei stessa un'esiliata iraniana - racconta la storia di una giovane donna che ha lasciato il suo paese dopo essere stata crudelmente punita per un'innocente scappatella con un ragazzo del quale si era innamorata. Amore come movimento dell'anima che comporta serie consequenze materiali in un Paese dove la perversa interpretazione della religione islamica è anche la legge di stato; amore come causa di spostamento e di esilio, ma una causa che non è considerata dagli stati occidentali come l'Italia - apparentemente liberi e "avanzati" - sufficiente per garantire la condizione di rifugiata.
AVANGUARDIA
Una riflessione sulle origini militari del termine - inevitabile in un periodo segnato dalla guerra - intrecciata da un lato con considerazioni sul ruolo delle giornaliste nel riportare il recente conflitto U.S - Iraq, dall'altro con riferimenti a scrittrici innovative come Woolf, Stein, Richardson; il significato del termine e il criterio della sua applicazione sono anche esaminati usando l'esempio del movimento suffragista britannico e il suo uso come pubblicità e tecnica spettacolare.
CAROVANA. A cura di Federica Giardini
Due settimane, dal 25 maggio al 9 giugno 2002 - una carovana di donne di diverse nazionalità in viaggio attraverso i Balcani, in quell'area difficile e composita di aspri e spesso sanguinosi conflitti che ancora definiamo "ex Jugoslavia". Serbia - Croazia - Kossovo - Montenegro - Macedonia - Bosnia - Slovenia...incontrandosi con altre donne, momenti di pericolo e momenti di gioia, un viaggio di scoperte politiche ed esperienziali.
DINAMICA
Attraverso un'analisi del funzionamento correlato di spazio, movimento e tensione, l'autrice indaga la differenza sessuale come un/l'elemento dinamico della vita, un intervallo che genera significato nel sempre rinnovato gioco dell'inter-soggettività. Con riferimento a Irigaray e alle pensatrici italiane della differenza sessuale (da Lonzi a Muraro), le riflessioni di Giardini su quest'insieme di questioni filosofiche ed esperienziali si aprono su ulteriori aree sia di informazioni teoretiche sia di pratica politica.
FLESSIBILITÀ
Iniziando dalla proposta di una "cittadinanza flessibile" per i nuovi europei, l'autrice riflette sulle ambiguità della flessibilità come concetto e come "valore". Tenta di scoprire il legame fra il significato di flessibilità e la retorica della "società femminile", una nuova (l'ultima?) versione della tradizionale visione maschile sulla società per il terzo millennio.
SGUARDO
Una passione per i modi dell'espressività visuale ha indotto l'autrice prima a laurearsi in DAMS e ora alla pratica della fotografia come mezzo verso un'espressione visuale formalizzata del suo Desiderio, sorpassando la riproduzione frammentata dei suoi molteplici aspetti. Percorrendo la città con il suo "occhio meccanico", guardando la gente e catturando le immagini di sconosciuti, si sforza di affrontare le dinamiche chiamate in essere dall'assunzione di uno sguardo femminile soggettivo.
STILE
L'autrice ripercorre e si interroga sulle sue motivazioni nella scelta di studiare alcuni scrittori, scoprendo le radici delle sue preferenze e passioni - perchè Ariosto invece che Tasso, perchè le romanziere del Ventesimo invece che del Diciannovesimo secolo, perchè la marginale, non "canonica" scrittura delle mistiche? Esaminando una serie di posizioni e movimenti - fisici e mentali - individua una possibile risposta in alcune peculiarità stilistiche (dove stile è anche una visione del mondo e un modo di viverlo) che attirano insistentemente la sua attenzione con leggerezza e allo stesso tempo con forza.
VIAGGIO
Mescolando memorie personali e osservazioni e riflessioni generali, l'autrice esamina i modi in cui il suo immaginario geografico è cambiato dopo la morte della madre. Racconta la sua storia come la storia di un viaggio. Questa, naturalmente, è una metafora frequente nell'autobiografia, ma il suo viaggio è anche letterale. Infatti, andar via di casa è sempre in qualche modo una via d'uscita sia letterale che metaforica dalle costrizioni dei legami parentali e culturali; per lei, andare oltremare significò sia il mettere in atto fisicamente un bisogno di fuga e sia un mezzo metaforico di intimi spostamenti. In un certo senso, le memorie dell'autrice hanno lo scopo di dar vita ad un racconto che narri la storia del suo iniziare a scrivere.

POLIEDRA

DOLORES PRATO. La vita salvata dalla parola
Le autrici, madre e figlia, prima scoprono insieme e poi decidono di presentare il lavoro di una scrittrice italiana ingiustamente misconosciuta dalla storia letteraria "canonica". Ma Dolores Prato merita una grande attenzione, in particolare per la sua originale relazione con il linguaggio, o meglio, con le parole: i suoi libri, tutti autobiografici, ci narrano la sua passione per il potere creativo delle parole, che può essere più reale degli oggetti e spesso della stessa vita.

SELECTA

RECENSIONI