VARIABILE CORPO, DWF (24) 1994, 4

Editoriale

Una delle intuizioni originate dal femminismo è stata quella riguardante la necessità di ascoltare il nostro corpo, per acquisire e ritrovare un punto di vista autonomo e soggettivo su quel corpo stesso. Prima, o piuttosto, di accettare e discutere la regolamentazione giuridica dei nostri corpi, è bene tornare a quell’intuizione, prendendo in considerazione i cambiamenti provocati, tra l’altro, dalla tecnologia e dalla biotecnologia.

La fine del corpo quale dato deterministico – pensiamo alla teoria del cyborg, ma anche alle nuove tecniche di manipolazione del corpo – ci portano indietro alla questione centrale del rapporto corpo-linguaggio.

Indice

CORPI DISCIPLINATI, CORPI AFFLITTI, CORPI DESIDERANTI
L'autrice traccia dapprima l'analisi foucaultiana delle istituzioni e della loro storia, concentrandosi su due questioni chiave: il potere e la sessualità. Questo è il punto di partenza per una lettura critica di alcuni sviluppi della teoria della differenza sessuale. In particolare negli ultimi scritti di Irigaray sembra emergere una posizione per la quale l'identità femminile coincide con il discorso sulla sessualità; così il tema della sessualità viene di nuovo inscritto in un ordine simbolico dato. "Il sesso come significante portatore di senso è il luogo privilegiato, e quindi, prima o poi, secondo una costante ben precisa nell'Occidente, non può che essere la coppia quella messa a fuoco; l'identità sessuale, già posta, trova un altro polo di riferimento del resto conseguente: l'uomo".
C'È QUALCUNO CHE COINCIDE CON IL PROPRIO CORPO?
Il testo è parte di una più ampia ricerca sulla bioetica, l'identità personale e biologica, finanziata dal CNR. Botti critica la teleologia di alcune concezioni del corpo umano e fa riferimento al pensiero filosofico femminista: il testo qui pubblicato si concentra in particolare su Donna Haraway.
L'AMAZZONE DELLA CONSOLLE
Una nuova figura, la donna che usa le nuove possibilità dell'informatica, che è a suo agio con i mezzi tecnologici, può chiamarsi "l'amazzone della consolle". Questa figura sposta le nostre concezioni binarie sulla sessualità e dunque un intero ordine simbolico e culturale. Di Genova apprezza queste possibilità e il nuovo ricco scenario che creano, ma è anche avvertita delle questioni teoriche e dei pericoli politici che la accompagnano: "che ne sarà della nostra responsabilità nell'esperienza del rapporto con l'altro?".
IL CORPO VENTRILOQUO
A partire da una ricerca condotta in un Centro di Salute mentale, l'autrice si concentra sul rapporto tra donne e depressione, su due diversi versanti. Da una parte c'è quel che le donne dicono di loro stesse, quelle che vanno al Centro perché soffrono di depressione. Si analizza il modo in cui raccontano la loro esperienza di tale malattia organizzandola intorno ai due assi del corpo sofferente e di un'identità sociale che non è più quella tradizionale, ma che si è sviluppata al suo interno. Dall'altra ci sono i modi in cui queste esperienze e racconti non vengono ascoltati, ma anzi vengono messi a tacere quando sono messi a confronto con i saperi più autorevoli che dovrebbero rispondere loro.
ANALOGHE SCONCEZZE. Tribadi, saffiste, invertite e omosessuali: categorie e sistemi sesso-genere nella rivista di antropologia criminale fondata da Cesare Lombroso (1880-1949)
L'autrice ritiene che le attrazioni erotiche omosessuali sono trans-storiche e trans-culturali, mentre le loro manifestazioni, significati e implicazioni sociali differiscono a seconda dei contesti culturali. Nell'analizzare la rivista fondata da Lombroso nel 1880 (Archivio di psichiatria, antropologia criminale e scienze penali per servire allo studio dell'uomo alienato e delinquente) Milletti prende in esame sia la struttura del positivismo culturale, sia la fonte delle rappresentazioni e autorappresentazioni lesbiche. In quanto struttura, poiché la rivista riuniva istituzioni (manicomi, carceri, università, tribunali ecc.) e discipline (antropologia, medicina, diritto, sociologia, psicologia, chimica, zoologia ecc.), alla cultura, all'azione legale e politica dello Stato. In quanto fonte, poiché nella rivista si possono rintracciare racconti e differenze lesbiche, per quanto mediate dall'occhio e dal pregiudizio dello scienziato. Solo molto raramente la storiografia lesbica può evitare l'uso di fonti maschili; questo testo mostra quanto tale uso possa essere fruttuoso, per centrarsi su una dialettica che Milletti definisce così: "avere un sesso, un genere o un'identità sessuale richiede una autoattribuzione compiuta dall'individuo, il quale modella comportamenti che verranno letti, interpretati e giudicati come prove di appartenenza ad una categoria o all'altra".

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