Questo numero è il risultato di una collaborazione con “Balena”, un gruppo di donne con esperienze politiche e femministe diverse che, partendo dalla loro opposizione alla guerra in Kosovo, hanno discusso sul significato politico dell’intervento militare italiano.
Nel primo semestre dell’anno abbiamo intensificato gli incontri e le discussioni aperte con l’ultimo numero di DWF del 1999 e in particolare sulla necessità o meno di proseguire e come con il progetto della rivista a fronte di quanto accaduto in questi anni dentro e fuori la redazione. Alla fine di maggio abbiamo organizzato un seminario di due giorni, a Trevignano, chiamando a discutere alcune donne con cui ci interessava aprire un confronto a partire da un primo documento elaborato dalla reda-zione. Le molte questioni affrontate hanno avuto come elemento comune una valutazione politica di DWF rispetto alla sua storia e a quella del femminismo italiano attuale Sui risultati del seminario stiamo tuttora lavorando.
In singolare coincidenza di tempi, poco prima del seminario di DWF, si è svolto a Roma un incontro con Balena, un gruppo di femministe romane che ha lavorato insieme a partire dalla guerra nel Kosovo. Nonostante le ovvie diversità, alcuni elementi di vicinanza nel percorso politico ci sono sembrati significativi e in particolare: la presenza nel gruppo Balena di Paola Masi della redazione di DWF e di diverse nostre collaboratrici abituali, l’interesse a ragionare criticamente anche sulle acquisizioni storiche del femminismo, l’attenzione ai cambiamenti della pratica politica.
Quando la stessa Paola Masi ci ha proposto un numero di DWF in collaborazione con ‹Balena› la nostra reazione è stata duplice.
Da un lato c’interessava mantenere aperto – in modo visibile – il dialogo con alcuni gruppi di donne, tanto più a Roma, dall’altro a sembrava che la programmazione di un secondo numero non prodotto dalla redazione, dopo quello in collaborazione con la SIL (Società Italiana delle Letterate), avrebbe allungato i tempi della ridefinizione del progetto. Alla fine, due diversi fattori ci hanno spinto ad accettare la proposta. Innanzi tutto le vicinanze e le coincidenze di cui parlavamo prima; poi, il desiderio di prenderci ancora un po’ di tempo per dare una forma adeguata ai risultati positivi del seminario di Trevignano e alle molte questioni sollevate in quel contesto. Nel processo di ridefinizione del progetto rivista, la proposta di un numero in collaborazione con «Balena› ci offre almeno due elementi politicamente «preziosi» e «rari»: tempo e dialogo. Seguendo l’approccio del numero prece-dente, in collaborazione con la SIL, abbiamo chiesto a Paola Masi della redazione di DWF di raccontare le principali motivazioni dell’interesse al confronto con Balena.
A conclusione di secolo e prima di un ennesimo ri-inizio di DWF con (forse) un nuovo formato e (forse) una redazione un po’ diversa e (certamente) con qualche mutamento di formula, l’ultimo numero del 2000 sarà dedicato alla pubblicazione di una raccolta di saggi in onore di Annarita Buttafuoco, con annesso supplemento di un volume di indici ragionati ai venticinque anni trascorsi dalla fondazione della rivista.

