IN HOC SIGNO… Ideologia e politica della Chiesa, Nuova DWF (16) 1981

IN HOC SIGNO… Ideologia e politica della Chiesa, Nuova DWF (16) 1981

Editoriale

Pensato in relazione con il dibattito sul referendum per l’aborto che tendeva a mettere in discussione la conquistata legge n. 194, il numero spazia su temi più ampi: rapporto donne-chiesa e chiesa-società civile.

Indice

MOLTO SI È DETTO E SI DIRÀ... Quasi un editoriale
L'articolo con il quale si apre la rivista è imperniato sulla politica del movimento cattolico tra il referendum sul divorzio del 1974 (allorché molte organizzazioni cattoliche si pronunciarono per il mantenimento del divorzio in Italia) e quello sull'aborto, per il quale le medesime organizzazioni prendono posizione seguendo le indicazioni della gerarchia ecclesiastica. Le autrici vogliono dimostrare che per il movimento politico dei cattolici questo referendum rappresenta la possibilità di una ricomposizione ideologica, permette di collocarsi nella società civile in modo egemonico e di occupare i vuoti culturali e politici lasciati aperti, in questi ultimi anni, dalla crisi della sinistra. L'ultima parte dell'articolo è una riflessione sulle differenze di fondo esistenti tra le femministe e le donne che, particolarmente del "dissenso cattolico", si definiscono "femministe cattoliche".
PAPA WOJTYLA. Il fascino del maschio-padre
LE SCELTE POLITICHE DELLA CHIESA
LA PRATICA REFERENDARIA DAVANTI ALLA DONNA. La posizione della Chiesa
MOVIMENTO DI EMANCIPAZIONE E ORGANIZZAZIONI FEMMINILI CATTOLICHE. Spunti per un'analisi
COME MADONNE DI CARTAPESTA. Intervista a Manuela Fraire
Si tratta di una serie di interventi di analisi politica aventi come punto di partenza l'esame dell'atteggiamento della Chiesa di fronte al referendum proposto dall'organizzazione cattolica "Movimento per la Vita", che ha l'obbiettivo di ridurre l'ampiezza della legge sull'aborto attualmente in vigore in Italia. Le autrici - ciascuna impegnata a differenti livelli nel movimento delle donne, istituzionale o femminista - studiano alcuni specifici aspetti del problema cercando di comprendere la politica della Chiesa nel suo insieme, del partito "dei cattolici" cioè la Democrazia Cristiana, il ruolo del papa polacco e i modelli di presenza politica cattolica che egli ha introdotto in Italia. Margherita Repetto e Manuela Fraire studiano in particolare la relazione tra il movimento delle donne e le donne organizzate nelle associazioni cattoliche, il problema del significato dell'autodeterminazione (che il "Movimento per la Vita" vuole abolire) mettendo in rilievo le differenze teoriche e le prospettive politiche tra queste due realtà femminili.
PAZIENZA, VIGILANZA, RITIRATEZZA. La questione femminile nei documenti ufficiali della Chiesa (1848-1914)
L'autrice esamina nelle encicliche e nella rivista politica teorica della Chiesa "La Civiltà Cattolica", la posizione dei papi e della gerarchia ecclesiastica di fronte alla questione femminile nel momento in cui la rivoluzione industriale aveva fatto aumentare il numero delle donne lavoratrici, fenomeno salutato dai socialisti come la prima tappa verso l'emancipazione. La Chiesa, non tenendo conto delle grandi trasformazioni sociali che modificano i rapporti familiari tradizionali né del ruolo sociale della donna, continua ad indicare alle masse femminili la via del suo destino "naturale" di casalinga e di madre. L'articolo sottolinea in particolare la scelta che i papi fanno di certi passaggi della Bibbia o dei Vangeli funzionali ad un'ottica conservatrice, ignorando i passaggi dei testi sacri suscettibili di una lettura più aperta.
IL MODELLO FAMILIARE NELL'AGIOGRAFIA FIORENTINA TRA DUECENTO E QUATTROCENTO. Sviluppo di una negazione (da Umiliana dei Cerchi a Villana delle Botti)
Dallo studio delle biografie di due sante del Medio Evo, l'una sposa e madre che rimane tale dopo la "chiamata" e l'altra ugualmente sposa e madre che rinuncia a questi ruoli sociali per mortificare il suo corpo a maggior gloria di Dio, l'autrice sviluppa l'idea essenziale di due modelli di santità femminile proposti in particolare al culto delle donne. L'analisi è fatta in funzione delle condizioni socio-economiche dei periodi studiati e del tipo di spiritualità femminile richiesto dalla Chiesa.
A PROPOSITO DELLA RIVOLUZIONE IRANIANA. Una chiesa contro le donne?
L'autrice, studiosa specialista dell'Islam e in particolare dell'Iran, critica in questo articolo l'atteggiamento del movimento femminista occidentale nei confronti della politica rivoluzionaria in Iran rivolta alle donne. La solidarietà tra le donne occidentali e quelle del Terzo Mondo - scrive l'autrice - non significa imporre loro un modello occidentale. Così "il caso specifico dell'Iran dimostra come può essere possibile da parte del femminismo condurre, senza rendersene conto, un'operazione culturale imperialista aberrante e che - senza tenere conto dell'appartenenza culturale delle donne - riduce il senso del progetto che tutto il femminismo sottintende: il diritto alla parità ma anche alla differenza".
VIOLENZA VERBALE, VIOLENZA FEMMINILE. Le donne nel tumulto contro l'inquisizione a Bologna nel 1299
Analizza il ruolo della donna in una sommossa popolare a Bologna alla fine del XIII secolo, per individuare le forme specifiche in cui si esprime la partecipazione delle donne all'eresia catara: per esempio le forme di violenza verbale così come vengono registrate negli atti di indagine.
LE "MADONNARE". Note su una tradizione femminile romana
Riassume una ricerca condotta dalla cooperativa di Roma "Tre ghinee" sulla festa delle Madonnare. Tradizione ancora esistente nei vecchi rioni di Roma, collegata al pellegrinaggio annuale alla Madonna del Divino Amore, seguito da incontri fra sole donne in osteria o in trattoria. Festa organizzata da società femminili rionali di mutuo soccorso e piccolo prestito. Mancano fonti bibliografiche, la ricerca è stata condotta su fonti orali.
IL CIELO DI CLIO. Sulla storia delle donne in Francia, dalla Riforma alla Rivoluzione
Svolge alcune considerazioni sulle problematiche della storiografia femminista relativamente ad alcuni testi soprattutto americani, assumendo come esempio corretto e produttivo il lavoro di Zemon Davis, che contestualizza la storia delle donne e non la separa mai da quella degli uomini.