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Caterina Venturini (2025), Il vostro silenzio non vi proteggerà. Una storia di Audre Lorde, Solferino.

«Quali sono le parole che ancora non avete? Cos’è che avete bisogno di dire? Quali sono le tirannie che ingoiate giorno dopo giorno e tentate di far vostre, fino al punto di ammalarvi e morire, sempre in silenzio? Forse per alcune di voi qui oggi io sono la faccia di una delle vostre paure. Perché sono Donna, perché sono Nera, perché sono lesbica, perché sono me stessa, una donna Nera guerriera poeta che fa il suo lavoro, che è venuta a chiedervi, state facendo il vostro?» (p. 56).

Leggendo questa frase di Audre Lorde, riportata nel libro di Caterina Venturini, Il vostro silenzio non vi proteggerà. Una storia di Audre Lorde, edito da Solferino nel 2025, ho provato emozioni contrastanti. Per questo, sento il bisogno di iniziare proprio da queste parole. Audre Lorde le concepiva come punto di inizio per una nuova fase nella vita delle donne. Purtroppo, però, mi rendo conto che ancora la storia dei femminismi ha (ancora) bisogno di essere riscritta e riscoperta.

Il libro di Caterina Venturini si presenta come un racconto-pamphlet che alterna riflessione teorica e racconto personale in una forma che rispecchia anche il modo in cui Audre Lorde ha sempre legato vita personale e pensiero politico; non si tratta della biografia della scrittrice e attivista afroamericana ma di una riscrittura simbolica che racchiude le proprie esperienze personali e l’incontro con la stessa poetessa. Il legame tra la storia di Audre Lorde e quella dell’autrice mostrano come questo libro sia estremamente coerente con il nostro presente. Infatti anche se Audre Lorde è morta nel 1992, e si possa pensare che gli argomenti da lei approfonditi nella poesia e nella narrativa siano superati, così non è. Caterina Venturini fa propria l’eredità di Audre Lorde restituendola con una prospettiva estremamente lucida, partecipe e profondamente contemporanea. La scelta di unire il vissuto dell’attivista con le esperienze personali dell’autrice evidenzia ancora meglio questo aspetto: le questioni relative alla cittadinanza e all’aborto, per esempio, sono temi ancora centrali nelle nostre vite, soprattutto negli Stati Uniti dove si sta assistendo ad un marcato ritorno alle origini patriarcali. Questo spiega il motivo per cui il libro non arriva per caso; il concetto di outsider è ritornato in voga sia perché gli stessi outsider hanno trovato una nuova veste e sia perchè i “nuovi oppressori” si mascherano dietro inedite forme di potere con nuovi e subdoli tentativi di rimozione dei diritti.

La lettura del libro si inserisce in un momento storico e politico attraversato da tensioni profonde, in un periodo in cui i femminismi vengono rimessi in discussione per i loro approcci solo apparentemente intersezionali e inclusivi, quando utilizzati in maniera superficiale, depoliticizzata e ridotti a performance politica. Ma l’intersezionalità su cui Audre Lorde ha fondato il suo pensiero è tutt’altro: nasce dalle lotte politiche delle donne a partire dalla schiavitù fino ad arrivare ad esperienze collettive che hanno cercato di dare vita a saperi alternativi nati dall’esclusione, dalla rimozione e dalla marginalizzazione a partire dalle sue esperienze personali di vita. Con “il vostro silenzio non vi proteggerà” Audre Lorde ci invita a rompere il silenzio con il linguaggio e l’azione per trasformare la paura in forza. Se rimaniamo in silenzio corriamo il rischio di creare un’unica storia e di permettere al potere di avere la meglio; se alziamo la voce permettiamo al ‘nostro personale’ di diventare collettivo, quindi politico, e di dare voce a quello che la storia cerca continuamente di cancellare. Parlare ed esporsi significa rendersi visibili nei luoghi di lavoro, nelle relazioni, negli spazi pubblici e digitali. Significa dire qualcosa anche quando si ha paura di non essere credute, di essere fraintese, di essere isolate. Significa dire qualcosa anche quando si ha paura di non essere ascoltate, di essere giudicate.

Audre Lorde ci ricorda anche che il silenzio non protegge, ma parlare non è mai senza conseguenze. Non tutte le esperienze, infatti, vengono ascoltate: alcune voci continuano ad essere considerate meno credibili, meno importanti, meno universali. E allora una domanda diventa ancora più ampia e precisa: chi ha diritto di parlare? E chi, invece, continua a pagare un prezzo più alto per ogni parola detta?
Il libro di Caterina Venturini ci mette proprio di fronte a queste domande spingendo le donne ad analizzarsi e ad ascoltarsi per far sì che tutte le esperienze e le differenze possano essere riconosciute e possano diventare punti di forza per un femminismo collettivo e inclusivo. Le parole di Audre Lorde non restano confinate in queste pagine ma si spostano verso chi legge, chiamandoci direttamente in causa. Quali sono le parole che ancora non abbiamo? Cosa continuiamo a trattenere e a quale prezzo?
Il vostro silenzio non vi proteggerà non è solo il titolo di un libro, ma un monito che oggi risuona con intensità. In un tempo in cui parlare sembra sempre più facile e allo stesso tempo sempre più rischioso, la sfida non è soltanto prendere parola, ma farlo senza dimenticare chi resta ai margini. Perché se il silenzio non protegge, anche la parola, per essere davvero trasformativa, deve saper diventare spazio condiviso, apertura, possibilità di relazione perché “senza comunità non c’è liberazione” (p. 42). E forse è proprio da qui che possiamo e dobbiamo ricominciare.