Nuova DWF (19-20) 1982

CASA DOLCE CASA

Nel pensare ad una situazione abitativa ha operato costantemente una negazione della soggettività femminile autonoma. Neppure nel femminismo si è pensato alla casa come luogo in cui riconoscersi, in cui riportare quel progetto di soggettività, di individualità, che si andava elaborando nel sociale. A partire da queste considerazioni, il numero sviluppa una riflessione sull’abitare.

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Editoriale

La redazione racconta il numero

Nel pensare ad una situazione abitativa ha operato costantemente una negazione della soggettività femminile autonoma. Neppure nel femminismo si è pensato alla casa come luogo in cui riconoscersi, in cui riportare quel progetto di soggettività, di individualità, che si andava elaborando nel sociale. A partire da queste considerazioni, il numero sviluppa una riflessione sull’abitare.

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