GYNEpunk: LABginecologici autonomi

Pubblicato in DWF 103-104, TUTTA SALUTE! Resistenze (trans)femministe e queer

Questa bio-riCERCA è parte dei tentacoli del laboratorio TransHackFemminista Pechblenda [1], mescolato con la ricerca autonoma di Anarchagland: da questa mescolanza è sbocciato il germe dei bio-lab GynePUNK.

 

INTRO/MAGIA

Le istituzioni mediche utilizzano tecnologie inquietanti spaventose e proibitive, oscure metodologie conservatrici e patriarcali per produrre diagnosi, leggerne i risultati e applicare i propri trattamenti vivisezionanti. E’ in particolare in ginecologia che tutto ciò si incarna in un’attitudine inquisitoria, paternalista e fascista.

Per fare un maledettissimo esame per la candida o la gardnerella, solo per fare  un esempio, non sembra sufficiente doversi  sottoporre alle tortuose sale di attesa di un CAP (consultorio pubblico), o essere costrett* a rispondere a formulari burocratici e statistici (come un vomito che si accumula) che interpretano il ruolo di giudici popolari delle tue pratiche, capacità o scelte. Domande pruriginose, piene di perverso disprezzo moraleggiante, alla ricerca di dati sulla tua promiscuità, uso di droghe, orientamento sessuale, pratiche igieniche o relazione con gli squat… solo in base alla tua apparenza! Per non menzionare l’aborto, oramai è come parlare di stregoneria! Un anacronismo politico!

Il controllo tecnico della diagnosi genera estrema dipendenza al tradizionale profondo gap di conoscenza. L* pazienti sono rappresentat* come  schiav* ignoranti delle tecnologie di diagnosi da laboratorio che spediscono messaggi che possono essere letti e tradotti solo dai medici che, possedendo una sorta di oracolo clinico, sono custodi dell’unica sacra verità.
Ma… per alcuni test non c’è bisogno di macchinari high tech! E nemmeno di un dottorato in chirurgia microbiologica per fare diagnosi accurate e coscienti.

Non voglio essere costrett* a entrare nei loro templi igienisti, nelle loro velate prigioni, in quelle fabbriche di standardizzazione corporea e di limitati parametri della malattia. Voglio eretiche ghiandolari, akelarres gynepunks, laboratori e pentoloni abortivi DIT (Do It Together), gang di ostetriche, aborti glitter, spruzzi di placenta in ogni angolo, tecniche di analisi hacker, effimeri biolab DIY (Do It Yourself) e DIT, segreti asili cooperativi high tech, camici neri, a scacchi… Autoestraiamo e doniamo il nostro sangue, attraversiamo come un fiume vulcanico fatto della nostra stessa rabbia le porte del fottuto Parlamento! Gynepunk è un estremo e accurato gesto per strappare il nostro corpo alla dipendenza compulsiva dalle strutture fossili della macchina sanitaria  egemonica.

L’obiettivo di Gynepunk è quello di far emergere laboratori e tecniche accessibili di diagnosi DIY/DIT in forma di sperimentazione spinta, sulle rocce o negli ascensori se serve. Dobbiamo farlo in un luogo stabile e/o in un laboratorio nomade. Dobbiamo poter fare tutto quello che VOGLIAMO: intensa decodifica corale, rituali vudu di autocura. In questo modo altri gynepunk fermenteranno e muteranno  accelerando verso un movimento esplosivo e espansivo di esperimenti radicali, di forza e sicurezza collettiva, per costruire la nostra politica del corpo. Qualcosa che sia vitale condividere e diffondere in infiniti pandemoni.

Nessuno può bruciarci! NESSUNO! ORA le streghe hanno le fiamme!

BIO/AUTONOMIA

Deprogrammarci dalla regolazione del sistema medico egemonico non è un compito facile. Superare secoli di manipolazione e politiche di dominazione erette intorno alla salute è una grande sfida, qualcosa che può e deve essere costruito continuamente, cocciutamente, in modo creativo e attivo.

L’estremo attaccamento alle infrastrutture della dipendenza che perpetuano la violenza medica istituzionale è stato fondato sul “benessere normativo”, ma non è null’altro che una dittatura corporea neoliberale, imperialistica e farmacocratica. Le istituzioni hanno bisogno di mantenere la gerarchia dei saperi, perpetuare l’ignoranza sui corpi, invalidare, annullare e screditare tutto quello che impariamo direttamente dai nostri corpi.

Movimenti forti e potenti stanno crescendo come risposta, come memoria, come tessuti sociali rizomatici che devono essere rinforzati: la ginecologia naturale delle ostetriche Doulas (intensa circolazione di zine anarcofemministe autoprodotte), maternità sovversive (con una visione critica sul sistema dell’ostetricia medicalizzata e dell’infantilizzazione della gravidanza), biohacking (riappropriazione della tecnologia attraverso la ricerca, la sperimentazione collettiva, l’hacking lowtech).

INFRASTRUTTURE

La jugaad (termine hindi-hurdu colloquiale) è una tattica di sopravvivenza, mentre l’hacking è una forma di arte: ossia, la jugaad è lo stratagemma del povero, mentre l’hacking il passatempo del benestante cervellotico. La jugaad è una forma di hacking che fa i conti con risorse mancanti o limitate e ha una componente di classe: sono le cose che le persone povere ma intelligenti fanno per tirare fuori il massimo dalle risorse che hanno a disposizione. Fanno quello di cui hanno bisogno, al di là di ciò che si suppone sia possibile.

E’ necessario agire un cambiamento radicale nel nostro modo di relazionarci alle tecnologie che ci circondano, rifiutando l’invito a essere consumatori di salute, pedine del mercato della salute col suo profitto sulla sperimentazione e la sua competizione controllata. Per respingere l’alienazione, dobbiamo decostruire i comportamenti oppressivi e le pratiche dominanti, e sviluppare macchine alternative egualitarie e collettive come parte della nostra pratica quotidiana. In fondo un test di laboratorio non è altro che una procedura secondo cui un campione di sangue, urina o altro fluido corporeo o tessuto è esaminato per ottenere informazioni sulla salute di una persona.

Un esempio concreto è quello della prova dell’aceto per individuare il cancro alla cervice, che si usa nei paesi “in via di sviluppo” – dicono – ovvero nei paesi dove il laboratorio superattrezzato e la preparazione accademica richiesta per gestire questo laboratorio semplicemente non sono uno scenario possibile. La prova si conduce applicando aceto sulla cervice. Dopo un minuto il collo dell’utero si può esaminare a occhio nudo utilizzando una lampada. Se il tessuto diventa bianco è sintomo di cellule maligne o pre-maligne, mentre se il tessuto uterino è sano non si produce nessun cambio di colore.

GaudiLAB: materiale da laboratorio open source

Per avviare un laboratorio indipendente e aperto è fondamentale procurarsi materiale da laboratorio a buon mercato. La maggior parte delle cose che utilizziamo sono Do It Yourself e open source e sono costruite riciclando pezzi provenienti da prodotti di consumo come lettori DVD, hard disk e ventole per pc, facilmente reperibili. Costruire specifici dispositivi aiuta a comprendere i principi base del loro funzionamento e imparare di più a proposito delle tecnologie e dei metodi utilizzati. Le discussioni tra ingegneri e scienziati impegnati a rendere tali dispositivi più accessibili sono molto fruttuose e spesso portano a progetti innovativi.

La Bioautonomia è possibile in ginecologia, urologia, ostetricia (ostetricia/ginecologia e uro/ginecologia), ematologia, endocrinologia, in caso di vaginiti (vaginiti batteriche, candida, trichomonas), endometriosi, malattie sessualmente trasmissibili (gonorrea, clamidia, herpes, sifilide, papillomavirus umano, sindrome da immunodeficienza acquisita/HIV, epatite B), infezioni del tratto urinario, cistiti, ormoni, ghiandole esocrine, aborto, estrazione mestruale.

Scienza/decolonizzazione viscerale

Dobbiamo creare cornici critiche e immaginifiche per la resistenza politica e la trasformazione sociale da una prospettiva femminista che si basi sulla comprensione situata della colonizzazione e del colonialismo, degli imperi e dell’imperialismo e che esplori i modi in cui questi danno forma alla nostra esperienza e alla nostra comprensione situata dell’eteronormatività, del razzismo nazionalista e comunitario, della violenza di stato.

Rinominare è creare narrative, strumenti di autosufficienza, recuperare il potere di guarirci, riprenderci il sentimento di confidenza basato sul nostro passato, sulla nostra storia messa a tacere, sulle pratiche assorbite, occulte. Rivitalizzazione culturale effettiva. Decolonizzare è il nostro diritto a dissentire, come un atto di autopreservazione.

Dal sito Anarchagland.hotglue.me

Questo è un grido viscerale. Un esercizio radicale di riappropriazione I/O, inside/out, una chiamata radicale contagiosa di memoria.
Stuf* della colonizzazione del corpo!
NON VOGLIO CHIAMARE LA GHIANDOLA CHE MI FA EIACULARE FIUMI DI PIACERE con il nome di un tipo che sostiene di aver “scoperto” una parte del mio corpo!
ANARCHA era una schiava nera che soffrì sul suo corpo gli esperimenti senza anestesia del sadico idolo di skene… sims
LEI E SOLO LEI può nominare la mia carne.
MEMORIA.
LA SUA carne è la MIA carne.
Ciò che mi permette di squirtare merita un corpo che sia alla sua altezza.
MORTE alla denominazione patriarcale del teatro medico colonialista!
MAI PIÙ ghiandola di skene…
D’ORA IN AVANTI: GHIANDOLA DI ANARCHA! [2]

[1]  L’ultimo accesso a questo come a tutti i siti qui elencati è stato effettuato il 14 marzo 2015
[2] Sulla storia di Anarcha e sulle sperimentazioni praticate dal medico bianco J. Marion Sims in Alabama su schiave intorno al 1840 si veda http://anarchagland.hotglue.me/?story_her/. Sims è anche conosciuto per l’invenzione dello speculum oggi usato in ginecologia. Si veda anche l’Anti-Archivio di Anarcha http://anarchagland.hotglue.me/?links_redes