DWF
donnawomanfemme
Roma, Editrice coop. UTOPIA, 1986-

Forme della politica, 1988, n. 7

EDITORIALE, Forme della politica, pp. 5-8

Riprende i temi dei precedenti editoriali sull'appartenenza e sulla responsabilità politica per interrogarsi "su cosa sia oggi fare politico, su quali forme della politica riconosciamo come tali e cioè efficaci per determinare condizioni di libertà". Critica un posizionarsi rispetto alla teoria della differenza sessuale che oscilla in genere tra pura mimesi gergale e ostilità preconcetta; individua i limiti sia del negoziato che della modificazione interiore se sono praticati come fini a se stessi, individua nella relazione significativa tra donne quella forma che rende visibile lo spostamento di forze e di energie che passano dal mondo dell'unico a quello del sesso femminile.

PUTINO Angela, Donna guerriera, pp. 9-14

L'autrice analizza alcune condizioni fondamentali perché una donna possa compiere il suo passaggio alla libertà: superare le chiavi di lettura del pensiero ufficiale che ha la sua origine nella cancellazione della differenza femminile e nel tentativo continuo di assimilarla; darsi una propria memoria; stabilire una relazione privilegiata tra donne, poiché la richiesta di riconoscimento che una donna rivolge ad un'altra donna non è prevista nel mondo dato; darsi la forza di nominarsi al di fuori delle leggi per perseguire il proprio progetto; posizionarsi al di là dei contesti e degli elementi che determinano tali contesti, ma agire all'interno delle situazioni sociali date. L'autrice fa riferimento a una donna guerriera, Pentesilea, per rappresentare simbolicamente una capacità di fare la guerra tale da mettere in scacco il gioco delle guerre date e mettere in crisi la logica degli eserciti schierati.

SARASINI Bia, Sovrana individua, pp. 15-18

L'autrice propone la tesi che la sola forma politica reale prodotta dal femminismo consiste in una serie di individualità eccessive ed esorbitanti: un corpo politico che ha messo in atto la distruzione piuttosto che l'accumulazione della ricchezza collettiva prodotta durante gli anni della pratica e delle esperienze di piccolo gruppo, perché si accontenta di nominare o di registrare il conflitto tra donne senza essere in grado di dargli forme politiche efficaci. Questa tesi è sostenuta partendo dall'esame di una pratica conosciuta come "pratica dell'affidamento" di una donna verso un'altra donna e dalla storia del Centro culturale Virginia Woolf di Roma, una specie di università delle donne, centro di cui l'a. è una delle organizzatrici.

STELLA Rosetta, Mutazione in progress, pp. 19-30

L'autrice esamina due questioni teoriche e pratiche, specifiche di una particolare forma politica, rappresentata dall'Unione Donne Italiane, la più antica e autorevole fra le associazioni femministe esistenti in Italia. Le questioni sono: il rapporto con il Partito Comunista Italiano, e il potere delle donne e fra donne. Con il suo XI congresso (1982), l'Udi ha definitivamente sancito la sua autonomia, la sua scelta separatista e la ricerca di strutture organizzative funzionali alla comunicazione tra donne. È giunto il momento - sostiene l'autrice, che si riferisce alla preparazione del XII congresso svoltosi quest'anno - che ciascuna assuma la responsabilità personale della sua appartenenza all'Udi, considerata come legame in cui la relazione tra donne si traduce in efficacia politica. È anche il momento di esprimersi esplicitamente sul potere che la relazione e la forma politica Udi implicano, dopo il superamento di una struttura gerarchica formale e al di là di essa. (segue in "Documenti" una relazione dal XII congresso dell'Udi, pp. 46-52)

FRAI Felicita, Acquarelli, pp. 31-34

Due tavole.

CIXOUS Hélène, L'approccio di Clarice Lispector, pp. 35-45

Riferendosi alla celebre opera dell'autrice brasiliana Clarice Lispector, Hélène Cixous chiede di essere letta a partire dalla "Passione secondo Clarice Lispector": questa esperienza si presenta come un'intensa avventura intellettuale. Cixous legge i testi di Lispector come un mezzo per imparare "l'arte dell'approccio" secondo un linguaggio fortemente metaforico.

Documenti, pp. 46-52

Contiene ampi stralci del documento politico finale del XII Congresso dell'Unione Donne Italiane, svoltosi nella sua seconda e conclusiva tappa a Roma, il 21-22-23 ottobre 1988.