Ciliegie, una nuova collana

Cosa sarà?

ciliegieNei nostri primi quarant’anni di vita abbiamo pubblicato gli scritti della maggior parte delle intellettuali e attiviste femministe italiane e internazionali. Guardando il nostro catalogo dal 1976 in poi sarebbe possibile mappare le influenze di pensiero e le geografie affettive della redazione della rivista, nonché ricostruire una storia della cultura e i percorsi del femminismo in Italia. DWF ha sollecitato e ospitato molti pensieri e idee di più generazioni di donne con pratiche politiche differenti. Di alcune autrici DWF registra negli anni le tracce di un’evoluzione di pensiero importante che, nel lavoro redazionale ordinario, non sempre siamo state in grado di capire; talvolta l’intreccio dei pensieri delle altre con i cambiamenti e l’evoluzione della redazione non ci ha giovato. Per rimediare e reimparare abbiamo quindi deciso di immergerci in una specie di ‘autoarcheologia’ decidendo di riorganizzare gli scritti per autrice. Rileggere e ripubblicare gli scritti e/o i percorsi per autrice, isolando gli scritti che ci sembrano più significativi per l’oggi, restituirà carica autonoma e nuova notorietà alle singole voci che lo comporranno. Conoscere per cambiare. Più in generale sarà evidente il ruolo centrale del femminismo nel costringere l’Italia a guardare la propria contemporaneità, quella scomoda e poco ‘vendibile’ di un patriarcato moribondo e traslucido, debole e insaziato dal potere, ignorate e comunicativo, violento e democratico quanto basta per mangiarsi ogni spinta a modifiche radicali. Il progetto nasce ‘povero’ e con un chiaro intento di privilegiare la lettura e di ‘contagiare’ con scritti di donne sapienti le ultime generazioni, nonché tutte/i coloro che non comprerebbero mai un libro troppo lungo o troppo pesante o troppo caro. Nutrire, dunque, con una grafica essenziale, con un po’ di libretti, sintonizzati sulla percezione (odore, curiosità, guizzi, rabbia, interesse) di chi li comprerà.

Perché ‘ciliegie’?

Il nome della collana è frutto di libere associazioni. Il processo che ci fa trovare ‘i nomi’ per le iniziative che abbiamo immaginato o desiderato lo ha avviato stavolta la lettura di un racconto di Herta Müller (“Al bordo della pozzanghera ogni gatto salta diversamente” in La paura non può dormire, Feltrinelli 2011): ‘Ciliegie’ ne eredita la forza e la tenacia ideale. Come nel racconto, vivremo fin- ché le ciliegie mangiate (le ciliegie anticipanti) supere- ranno quelle dei nostri aguzzini. Ciliegie perché: se ne può fare indigestione facilmente; sono autoconsistenti; colorano la bocca di rosso; sono nelle canzoni popolari da sempre; un cappello con le ciliegie era il primo desiderio di Rita Levi di Montalcini; i noccioli che rimangono in bocca si possono sputare con gusto o usarli come arma di difesa; chi mangia le ciliegie conosce l’arte del vivere; le ciliegie vengono bene nei tatuaggi; tre ciliegie decoravano la mia prima ‘paglietta’ (bellissima!!); si accoppiano in bocca spregiudicatamente. Certo un frutto non è un sanpietrino, né un corallo, né un fantasma, e poi si rischia la facile ironia. Ma intanto qui i frutti sono almeno due e poi questa collana non è il “posto delle fragole”. Non stiamo rievocando un passato ideale. Il tempo c’è, ed è ora. Leggete!

ARCHIVIO CILIEGIE

Ciliegie. Supplemento a DWF, n., 2013, Adrienne Rich