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Le copertine

Tra i libri recensiti

DWF Saper fare nello spazio pubblico, 2012, 4 (96) PDF Stampa E-mail

Nota della redazione

Un passo indietro, c’è qualcosa da riscoprire. Lo diciamo così, quasi d’istinto, ma senza nascondere che su questo s’è a lungo meditato o che un lungo percorso ci ha condotte a queste considerazioni. Nei primi due numeri del 2012, abbiamo dato spazio e voce ad alcune esperienze di “saper fare comune” sparse per tutt’Italia. Ne sono emerse le pratiche di cui queste esperienze sono nutrite; pratiche che si reggono sulle esistenze, sulla condivisione, sui corpi. Questa riscoperta delle esperienze politiche dal basso, in modo così diffuso e potente, porta con sé una enorme critica al modello istituzionale dato, neutro, universale e statico che non riesce da lungo tempo, e chissà per quanto ancora, a rispondere alla richiesta di essere all’altezza delle trasformazioni delle vite.


MATERIA

  • Riaprire i consultori alla città. L'Assemblea delle donne del Pigneto a Roma
    Claudia Bruno e Teresa Di Martino
  • Il legame sociale non si rammenda con le leggi
    Laura Storti
  • Ricchezza sociale e silenzio istituzionale. Il Centro contro la violenza alle donne "Roberta Lanzino"
    Anna Petrungaro e Antonella Veltri
  • Biblioteche: quattro pareti grandi un quartiere
    Valeria Mercandino e Roberta Paoletti
POLIEDRA

  • Gli spazi anti-istituzionali di Pina Bausch e i corpi "vecchi" e "giovani" di "Kontakthof"
    Leonetta Bentivoglio
  • Manifesto degli amori queer
    Coral Herrera Gòmez
    (traduzione e introduzione di Rachele Borghi e Silvia Cori aka Slavina)
  • Francoise Collin. L'omaggio di DWF
    a cura di Federica Castelli e Paola Masi
  • Pensare/raccontare Hannah Arendt (1986)
  • Tempo natale (1993)
  • Dall'insurrezione all'istituzione. 1968-2008 (2008)
 
SELECTA

  • Recensioni: Lussana/Koch; Ali Farah, Cutrufelli, Peretti, Scego, Vulterini/Stellino; Gribaldo, Zapperi/Fiorino


 
DWF La pratica della storia vivente, 2012, n. 3 (95) PDF Stampa E-mail

Nota della redazione

In questo numero, la rivista DWF ospita gli scritti delle donne della Comunità di Storia Vivente con le quali alcune di noi hanno una relazione. Si tratta di donne che raccontano la storia a partire dall’indagine interiore del soggetto che la fa: storia vivente appunto. Una pratica politica che parte da sé, come è nella genealogia femminista in cui ci riconosciamo e che condividiamo, pur nelle diverse e autonome esperienze e pratiche. La Comunità di Storia Vivente si è rivolta a noi per essere ospitate da DWF. La redazione ha risposto di sì e, con piacere, vi invita a leggere questo numero.

Introduzione

MATERIA

  • La pratica della storia vivente
    Comunità di Storia Vivente (Marirì Martinengo, Laura Minguzzi, Marina Santini, Luciana Tavernini)
  • La voce del silenzio. Mi ha chiamata da sempre
    Marirì Martinengo
  • La storia respinta, storia come vita significante
    Laura Minguzzi
  • Il volto ambiguo della preferenza. Un percorso storico
    Marina Santini
  • Gli oscuri grumi del disordine simbolico
    Luciana Tavernini
  • La storia vivente: storia più vera
    Maria-Milagros Rivera Garretas (traduzione di Clara Jourdan)

 

POLIEDRA
  • Scrivere biografie di donne
    Graziella Bernabò
  • Una storia personale. Omaggio alla memoria, madre del percorso storiografico
    Marirì Martinengo

 
SELECTA
  • Recensioni: Bottero, Di Salvo, Farè/Minguzzi; Bernabò/Tavernini


 
DWF Saper fare comune, 2012, n. 1 (93) PDF Stampa E-mail
 

INTRODUZIONE

Introduzione

I tempi sono potenti. In negativo, certo, non vogliamo dimenticare i suicidi che risuonano sempre più come un urlo. Ma sono anche sotto il segno di un di più di vita, di una potenza che troviamo nella politica che si riunisce sotto l’espressione beni comuni. Espressione che dal 2008 in poi – l’anno della legge che prevedeva la privatizzazione dell’acqua e dell’università e dunque l’anno in cui cittadine, cittadini e studenti hanno rilanciato il modo di intendere la politica – è proliferata, ovunque, in qualsiasi contesto.

MATERIA

  • Presidiare il comune. Pratiche in Valle di Susa
    Barbara De Bernardi
  • Governi e autogoverni
    Eleonora De Majo
  • I Cantieri che vogliamo
    Emilia Guarino
  • Fronte del Porto. Una sala da the
    Intervista di Nicoletta Stellino
  • Vicini come? Relazioni, andata e ritorno
    Claudia Bruno
  • Politica. Il filo teso tra l'agire e il più personale
    Valeria Mercandino
  • L'educazione sentimentale di una bambina cresciuta in una Comune
    Cristina Pacella

 

POLIEDRA
  • Il femminismo e la politica dei beni comuni
    Silvia Federici
 
SELECTA
  • Recensioni: Muraro/Mercandino; Bemporad/Andreotti; Simone/Balzano


 
DWF Saper fare comune 2, 2012, n. 2 (94) PDF Stampa E-mail
 

NOTA EDITORIALE

Editoriale

Nel numero Saper fare comune abbiamo detto che tra le forme politiche dei beni comuni e la politica del femminismo esistono forti consonanze e, di più, che nei contesti del vivere comune - contesti misti – circola autorevolezza femminile, un fatto che richiede pensiero e messa in parole. E’ questo che abbiamo cercato di fare in questo numero, Saper fare comune 2.


MATERIA

  • Asì es la vida. Per una giustizia più che umana
    Antonia De Vita
  • Diritto alla città e sottili resistenze
    Chiara Belingardi
  • IIl corpo nella crisi
    Anna Simone
  • Vivere il comune
    Isabella Pinto
  • Lo scontro e il conflitto
    Roberta Paoletti in dialogo con Enrico Schirò
  • Difficoltà tra relazione e desiderio
    Federica Castelli
  • Vivere comune negli anni Settanta. L'ascolto politico delle donne di oggi
    Teresa Di Martino e Angela Lamboglia
  • Politica dei beni comuni
    Federica Giardini

 

POLIEDRA
  • Le relazioni di cura oltre la famiglia naturale
    Brunella Casalini
 
SELECTA
  • Recensioni: Putino/Stellino; Piussi/Mercandino; Pirri/Castelli
  • Schede: Solete/Corti


 
DWF Questo sesso che non è il sesso 2, 2011, n. 2 (90) PDF Stampa E-mail
Il nuovo numero!
 

 

NOTA EDITORIALE

Editoriale

Prosegue l’esplorazione inaugurata nello scorso numero “Questo sesso che non è il sesso”. Proseguono le narrazioni di sessualità che voltano le spalle alle aspettative, ai modelli, per radicarsi nell’esperienza e nel riscontro che viene dalla presa di parola in relazione. Pratica del partire da sé – del partire da un’altra parte – che continua a mantenere le sue promesse di liberazione.

MATERIA

  • Un segreto tenuto fin troppo bene. L’esperienza mestruale tra medicalizzazione e occultamento
    Claudia Bruno
  • Il percorso di LabSex
    A cura di Roberta Paoletti
  • Sull’eterosessualità dissidente. Considerazioni di una domina in progress
    Lucilla Benevento
  • “Il mondo e i suoi abitanti, di cui alcuni sono anche lesbiche”
    Intervista a Liana Borghi di Ottavia Nicolini
POLIEDRA I - INTORNO A PRECIADO
  • Donne ai margini
    Beatriz Preciado
  • Segreti e bugie. Intorno alla Pornotopia di Beatriz Preciado
    Paola Di Cori
  • La spazializzazione del sesso americano
    Rachele Borghi
  • Piaceri e interni
    Susanna Magnelli
  • Prostituzione e mobilità. Sconfinamenti e confinamenti nella città contemporanea
    Georgia Serughetti
POLIEDRA II - POLITICHE DI DONNE
  • Diversamente occupate un anno dopo
    A cura di Teresa Di Martino
  • Per una teoria femminista del lavoro
    Adriana Nannicini, Sandra Burchi
  • E dunque
    Adriana Nannicini, Sandra Burchi, Teresa Di Martino, Federica Giardini
  • Arancione femminile
    Eleonora De Majo
  • Donne ed elezioni a Milano
    Adriana Nannicini
  • Val di Susa, donne che resistono
    A cura di Roberta Paoletti
  • Siamo tutte terre-mutate
    Claudia Bruno, Teresa Di Martino
  • A Siena
    Federica Giardini
 
SELECTA
Recensioni: Farnetti/Di Stefano; Melandri/Castelli; Gargano/Kock; Peretti/Vulterini; Rivera/Vulterini
Riletture: Irigaray/Castelli
 
 
NOTA EDITORIALE 

Prosegue l’esplorazione inaugurata nello scorso numero “Questo sesso che non è il sesso”. Proseguono le narrazioni di sessualità che voltano le spalle alle aspettative, ai modelli, per radicarsi nell’esperienza e nel riscontro che viene dalla presa di parola in relazione. Pratica del partire da sé – del partire da un’altra parte – che continua a mantenere le sue promesse di liberazione.
Accade così di scoprire un corpo che rifiuta di divedersi tra manufatto e destino, corpo variabile che ci consegna, ancora, la domanda: sì, plastico, ma nelle mani di chi? L’accostamento tra la fertilità – non, la fecondità – del corpo e l’uso pervasivo della pillola, fanno apparire rinnovate docilità, nuove richieste di disponibilità assoluta, più sottili. Il campo d’esperienza che chiede di essere, ancora e di nuovo, decolonizzato e riraccontato, si rispalanca, per le donne più giovani, nell’autoeducazione, nella riscoperta che il corpo erotizza ben oltre il solo rapporto sessuale, in una socialità che dispone anche fisicamente le donne tra loro, nel desiderio di esplorare le fantasie che emergono al di là dell’eterosessualità.
Se queste scoperte possono portare, da una parte, a un’eterosessualità imprevista, dall’altra, portano a riaprire lo spazio di una genealogia, una storia interna di conflitti, dei rapporti tra femminismo e altre sessualità. Il queer, parola di una posizione che fa dell’esplorazione il suo unico segno distintivo, si spinge ai bordi della sessualità – dalla pornografia alla prostituzione – per individuare gli smottamenti dei confini e degli spazi che abitiamo. Emerge così l’invito della stessa Beatriz Preciado a un “femminismo dissidente”.
Amore-passione, talora irruente, per i luoghi della nostra vita quotidiana è il segno nuovo che le donne portano in politica. Se ne potrebbe parlare anche solo scrivendone la geografia: Milano, Napoli, Val di Susa, L’Aquila, Siena e le tante città che l’hanno preparata. Si stringe sempre più il filo tra un nuovo racconto dei desideri e un nuovo modo di fare politica, emerso nel numero precedente. Le amministrative ci parlano di una presenza femminile leggera e pervasiva, sottile nelle nalisi ed efficace nell’agire collettivamente e raccontano – accompagnate come sono state dall’opera di civiltà delle donne che si battono per la sorte di elementi necessari al vivere comune: dall’acqua all’istruzione, dall’energia alla vita di città e di valli, senza dimenticare il grande tema del lavoro – di una politica che ha la consistenza dei corpi che la abitano e del desiderio di averne cura.
Non da ultimo, prosegue il percorso inaugurato da DWF l’anno scorso con “Diversamente occupate”: in vista dell’autunno donne di diverse generazioni tornano a confrontarsi sull’esperienza del lavoro, individuano alcuni “segnavia” nella grande ricchezza di pensiero prodotta in questi anni e invitano a costruire insieme una teoria femminista del lavoro. (fg)

 
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